La cisterna è rettangolare di 9,1×8,6 di lato, alta circa 6 m. Il vano interno misura 5,7×5,1 m. Le murature sono spesse 62 cm e rafforzate all’esterno da una serie di speroni spessi 98 cm ed aggettanti di 1,1 m, collegati tra loro da archi. Questi sono in numero di due per lato, eccetto quello sud orientale, ove appaiono i resti di una scala per la sommità della costruzione, con scalini di 27 cm di pedata e 23 di alzata.

La scala si imbocca presso lo spigolo orientale con un finto passaggio coperto: questo era compreso tra due pilastri, uno dei quali è quello angolare alla cisterna, ed era sormontato sulla fronte da piattabanda, mentre il tutto era coperto da un doppio spiovente ornamentale.
L’interno presenta una volta a botte, con il foro per l’immissione di acqua al centro del lato SE e si conserva ancora gran parte dell’intonaco idraulico di rivestimento. Essendo stata adibita in passato ad abitazione la cisterna presenta tra gli altri squarci quelli di una porta e di una finestra. La tecnica edilizia del monumento è data dalle murature in calcestruzzo di tufo, con paramento in opera reticolata, compresa tra fasce laterizie, sul corpo quadrangolare, mentre gli speroni sono in tufelli regolarmente disposti su piani orizzontali. Gli archi sono in laterizio e così la piattabanda ed il timpano della porta che fa fronte alla scala. Il tufo impiegato nel reticolato è tendenzialmente il peperino, alternato di filare in filare da tufo giallo litoide; ma la composizione cromatica, tuttavia permane abbastanza libera, con l’inclusione anche di tufi rossi. La cisterna va riferita con
abbastanza sicurezza all’età augustea o flavia.
Nei secoli persa la sua originaria funzione la cisterna è stata più volte adibita come alloggio.

a cura di Fabio Depino